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La galleria Fondantico dedica una mostra monografica alla pittrice Adria Santunione (Boretto, 1920 – Pianoro, 2014), con il titolo Adria Santunione. Lo spettacolo della natura, dal 24 gennaio all’8 febbraio 2026.
La mostra presenta circa trenta opere dell’artista, nota soprattutto come restauratrice di dipinti antichi. I suoi soggetti prediletti furono nature morte e spettacolari vedute definite da una scrittura estremamente libera, che genera effetti quasi informali. Grandi olii su tela con liriche visioni di boschi, montagne, mari in burrasca e cieli tempestosi trasmettono la potenza e la grandiosità della natura, immagini reali e oniriche che rivelano l’impareggiabile virtuosismo tecnico di un’autrice che ha dedicato una vita intera alla pittura.
Nata nel 1920 a Boretto, in provincia di Reggio Emilia, Adria Santunione pratica la pittura da autodidatta sin da piccola. Nei primi anni Cinquanta si trasferisce a Bologna, dove entra a far parte del laboratorio di restauro della Pinacoteca. Da quel momento passano per le sue mani le opere dei grandi maestri (dai Carracci a Guido Reni al Guercino) presentate alle celebri Biennali organizzate in città con l’obiettivo di valorizzare l’arte antica bolognese ed emiliana. Parallelamente coltiva la pittura in maniera autonoma, realizzando, sino alla fine della sua lunga vita, innumerevoli dipinti ad olio su tela, anche di grande formato, dove affronta perlopiù i generi della natura morta e del paesaggio. In quest’ultimo raggiunge i suoi risultati più alti e originali, orientati in direzione di un’esaltazione romantica della natura come forza sublime che affonda le sue radici – come lei stessa dichiara nell’opera intitolata I miei maestri (1985) – tanto negli esempi di Salvator Rosa e Marco Ricci, quanto in quelli di William Turner e John Martin. Come notava Eugenio Riccòmini (1985), i temi della sua pittura sono «antri, abissi; e foreste squassate da un vento senza posa, lungo valli che s’aprono verso castelli spettrali, inabitati; e soprattutto oceani in tempesta, onde enormi e piene che scaricano su se stesse, accavallandosi, il proprio peso liquido, o che lo schiantano contro scogli neri e aguzzi»; temi «sempre ripresi, ma sempre mutati da una stesura mobilissima, avventurosa, imprevedibile». Ed è proprio, proseguiva Riccòmini, «la stesura, il gesto del dipingere, il condurre e controllare il colore sulla vasta superficie della tela ciò che più incuriosisce e affascina nei suoi dipinti. Nella sua lunga pratica di laboratorio, Adria Santunione è entrata in totale dimestichezza con la materia pittorica. Ne conosce ogni segreto: sa quanto possa esser fluida o resistente, o quale grado di brillantezza e di trasparenza, ovvero di opacità essa conserva una volta essiccata. Intuisce, forse, che materia pittorica e pittura, in fondo, s’identificano. Intuisce forse, che i suoi antri, le sue foreste incantate, i suoi marosi valgono sì, come immagini, ad illustrare le sue fantasie; ma sa anche che l’atto in cui la sua fantasia si concreta è piuttosto quel suo giocare con la materia colorata, quel suo continuo manipolare e rimestarla, cavandone fuori barbaglii e riflessi e luminescenze, ogni volta sorpresa dalle sue scoperte, ogni volta da quelle scoperte ammaestrata e invogliata a nuovi giochi».
Parla della mostra anche TGR Emilia Romagna.
SCHEDA TECNICA
TITOLO MOSTRA: “Adria Santunione. Lo spettacolo della natura”
PERIODO: 24 Gennaio – 8 Febbraio 2026
INAUGURAZIONE PER IL PUBBLICO: sabato 24 Gennaio 2026 dalle ore 16.00
SEDE E INFORMAZIONI: Fondantico di Tiziana Sassoli, Via de’ Pepoli 6/e Bologna Tel. 051.265980 email: info@fondantico.it
ORARIO: lunedì-sabato: 10.00-13.00/16.00-19.00
APERTURA STRAORDINARIA: sabato 7 Febbraio – Art City White Night | Notte Bianca
OPERE: 30
SITO INTERNET: www.fondantico.it
UFFICIO STAMPA: Artemide di Stefania Bertelli